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ALL'OMARINO IGNOTO

Sant'Agata Febbraio 2001

Dal mucchio di foto di un disordinato, fuoriescono alcune immagini scattate
venti… trent’anni fa .   Trent’anni… un soffio ripensarli.
La memoria balza leggera a tempi che sembrano volati.
Ne emerge una sensazione di cose morte e distanti che conducono lontano nel tempo.
Mi catturano figure solitarie… tutte di schiena.
L’uomo pare un “ometto”, sembra che non abbia lena o che pensi, o che fatichi.
Il mio occhio, colto da stupore, non sa lasciarlo e su di lui si perde
svagandosi nella luce che il nitrato d’argento ha stemperato e addolcito.
Poi… mi prende l’amarezza.
L’amarezza sta dentro.
Compatta e greve, si rintana tra gola e cuore e lì… morde.
L’occhio persiste sull’ometto…vorrebbe sapere chi era.
Mi dico: non c’è ragione volergli dare un volto.
E’ uno che stava passando… un “capitato” per caso.
Ma il groppo si rivolta e dice: balle è un predestinato, dagli una faccia…prova.
Ci provo e mi vengono in mente; contadini, minatori, manovali, e tanti,
tanti altri ancora… ma tutti di schiena.
Dice il groppo: è tutta gente da niente, che non conta niente.
Uno se avesse contato l’avresti fotografato di faccia, mica con intenzione,
questo no… perché era destino.
Mi rifugio nel filosofico e dico: è destino dell’uomo transitare di spalle.
Ma so che non è vero.
Mi porto dietro il pensiero di tutta la gente che ha attraversato le mie foto di spalle,
che ha lasciato dietro di sé soltanto una schiena curva.
Vorrei dire: voltatevi…ma non servirebbe.
Nelle foto, un ometto di spalle è sempre di spalle, ovunque si guardi.
Vivrà questa gente, fin quando ognuno avrà memoria dell’altro.
Ma morire così è come morire due volte.

Allora perchè non fare un monumento all’omarino ignoto.
Per ognuno…si porterà una pietra.
Con le pietre faremo una piramide che si veda ad enorme distanza
e, ogni anno, il giorno dei morti, porteremo fiori e reciteremo il nome
di tutta la gente che non ha contato.
Porteremo altre pietre e la piramide diverrà più alta, sempre più alta
fino a sfiorare quel cielo nel quale, persino chi ha un cuore ateo
vorrebbe ritrovare un volto.


 

 


 

 

TO THE UNKNOW MAN
From my notes: March 2001


From the stack of photos taken by an observer emerge some from twenty, thirty years ago.
Thirty years… a flashback recollection.
Memory leaps lightly back to times that seemed to have flown away.
Feelings surface of long-buried and vanished things which carry me far away in time.
Some solitary figures catch my eye, all seen from behind.
The man looks small, with no energy, no plans; not the hard-working type.
My amazed stare cannot move on and wanders over his image, the light softened by the silver nitrate.
Until sadness takes over.
Thick and heavy, it builds up between the throat and the heart and attacks them.
My eyes won’t leave the little man, they want to know who he was.
I tell myself there is no reason you have to give him a face, he just happened to be passing by.
But the lump in my throat turnsand says: rubbish, he’s a chosen one, give him a face, go on, try.
I try, and into my mind come miners, farmers, labourers and many, many others… but all from behind.
The lump says: they don’t count, they’re nothing someone who counted, you would have photographed his face, although not on purpose, certainly not, but just because it was fate.
Philosophically, I tell myself: it is the man’s destiny to go through life with his back turned, but I know it is not true.
I bear the thought of all the people who have crossed my pictures with their backs turned, whose stooping shoulders are the only thing that is left behind.
I would like to say: “turn around”, but it would serve no purpose.
In all the pictures, a little man seen from behind is always from behind, from wherever you look at him.
These people will live, until no one has a memory of the other.
But to die like this is like dying twice.
So why not build a monument to the unknown man?
For each will bring a stone and with the stones we will build a pyramid, visible from far away.
Every year on All Souls’ Day we will bring flowers and recite the names of people who did not count.
We will bring more stones, and the pyramid will get higher and higher, until it touches that sky in which even those who have atheistic hearts would like to find a face.